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Prima visita dal pediatra: quando farla?

Una volta arrivata a casa con il proprio bambino, una mamma è travolta da mille emozioni, ma anche, a volte, da altrettanti dubbi sulla salute e sulla gestione quotidiana del neonato. Allattamento, sonno, coliche, pianto: sono solo alcune delle situazioni che potrebbero provocare qualche ansia nella mamma, e per le quali si può trovare nel pediatra di famiglia un valido sostegno e un sicuro alleato.

La prima visita con il pediatra quindi è un momento di fondamentale importanza non solo per la salute del neonato, ma anche per il benessere e la tranquillità della mamma. 

L’importanza della prima visita con il pediatra

Il pediatra è il medico “amico” dei bambini: un professionista attento e competente che accompagna il bambino nel percorso di crescita fino ai 14 anni, e diventa un punto di riferimento importante per tutta la famiglia. Compito del pediatra è non solo diagnosticare, curare e guarire il bambino, ma anche ascoltare, informare e sostenere i genitori, in un rapporto di fiducia reciproca destinato a crescere e durare nel tempo.

Di norma, la prima visita con il pediatra di famiglia si svolge nelle due settimane successive le dimissioni dall’ospedale, o al più tardi entro i primi 30-45 giorni di vita del bambino. Questa visita è un momento di conoscenza reciproca, tra il medico e il neonato, ma anche tra il medico e i genitori ed è importante si svolga in un clima di serenità e accoglienza. Il pediatra non si limita a misurare i parametri vitali del bambino, ma prende in carico tutto il suo benessere, e i genitori possono manifestare con fiducia tutti i propri dubbi e le proprie necessità.

Prima visita pediatrica: come prepararsi e che cosa aspettarsi

La prima visita del neonato con il pediatra viene vissuta, a volte, come un banco di prova per i genitori, e può generare un po’ di ansia. Per questo motivo i genitori possono sentirsi rassicurati sapendo come prepararsi, quali informazioni è importante fornire e quali domande il medico potrebbe rivolgere loro.

Innanzitutto, bisogna ricordarsi di portare con sé la lettera di dimissioni dall’ospedale e il report della visita effettuata dall’ospedale stesso ad una settimana dalla nascita. Questi documenti, infatti, riportano dati che il pediatra annota nella cartella clinica del neonato al momento iniziale dell’anamnesi generale: tipo di parto, età gestazionale alla nascita, peso e lunghezza, indice di apgar, risultato degli screening neonatali, eventuali terapie somministrate durante l’ospedalizzazione.

In seguito, il pediatra rivolge ai genitori domande riguardo la storia medica della famiglia: eventuali patologie di cui siano portatori i genitori, i fratelli i nonni, gli zii. E’ opportuno quindi che, prima di incontrarlo, i genitori raccolgano accuratamente, se già non l’hanno fatto durante il periodo della gravidanza, i dati relativi allo stato di salute dei membri delle famiglie di origine. Le informazioni riguardanti la presenza di malattie nei consanguinei consentiranno infatti al pediatra di consigliare ai genitori, a seconda dei casi, quali misure preventive adottare, o quali esami specifici effettuare per pervenire ad una diagnosi precoce.

E’ cura del pediatra informarsi anche sulle abitudini di vita familiari, per mettere in guardia da potenziali rischi per la salute del bambino quali, per esempio, quelli legati al fumo passivo.

A questo punto inizia la visita vera e propria del neonato, che viene sottoposto ad un controllo generale al fine di valutarne lo stato di salute e lo sviluppo psicomotorio. Il pediatra, con l’aiuto della mamma, posa il bambino sul lettino di visita, lo sveste e procede ad un esame visivo della pelle, del cordone ombelicale, dei genitali esterni. Misura e annota , peso e circonferenza cranica. Mobilita gli arti inferiori del bambino per controllare le anche, e quelli superiori per valutare il tono motorio generale. Controlla mediante palpazione l’addome e lo stato della fontanella cranica. L’ultima parte della prima visita pediatrica è dedicata alla valutazione dei riflessi neuromotori e sensoriali.

Solitamente, nel corso della prima visita, il pediatra prescrive vitamina D, vitamina K e fluoro. Viene anche illustrato il calendario delle vaccinazioni.

Sempre nell’ambito del primo incontro, inoltre, il pediatra fornisce informazioni per la prevenzione della SIDS, o sindrome della morte in culla, che nei primi cinque mesi di vita costituisce una delle principali cause di morte del lattante. In particolare, il medico spiega ai genitori quale sia la posizione consigliata per il sonno del lattante e quali accorgimenti mettere in pratica per ridurre i fattori di rischio.

Le domande importanti da fare durante la prima visita pediatrica

Bambino e genitori sono all’inizio di un percorso che li porterà ad incontrare il pediatra non solo per le emergenze, ma soprattutto per una serie di visite routinarie, chiamate bilanci di salute o visite filtro, durante le quali il pediatra misurerà sistematicamente i parametri di accrescimento del bambino e li confronterà con le tabelle auxologiche, o carte dei “centili”, così da valutarne la progressione di crescita e rilevare tempestivamente eventuali anomalie.

La prima visita, però, più delle altre è il momento in cui rivolgere al pediatra domande sulla salute del vostro bambino e chiedere consigli e rassicurazioni per affrontare con serenità la gestione quotidiana del piccolo.

Per esempio, come capire se il bambino sta crescendo bene. E’ un dubbio ricorrente nelle mamme, e il pediatra saprà darvi tutte le indicazioni necessarie per tenere monitorato lo stato di salute del vostro bambino.

Un altro motivo di incertezza è spesso come interpretare il pianto del bambino e comprendere se sia un pianto “fisiologico” o se indichi un malessere o addirittura sia sintomo di una patologia.

Altre domande frequenti nelle mamme sono quelle relative all’alimentazione: numero e durata dei pasti, segnali di sazietà nel bambino. Il pediatra discute con i genitori la gestione del bambino, fornendo sostegno all’allattamento naturale o indicazioni, se necessario, per quello artificiale.

Per quanto riguarda l’igiene quotidiana, si può chiedere al pediatra come tenere pulito il cordone ombelicale, e come procedere ad altre delicate operazioni quali la pulizia del nasino o delle orecchie.

Vuoi avere maggiori informazioni riguardo la prima visita pediatrica? Contatta i nostri esperti per prenotare una consulenza gratuita!