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Sindrome genito-urinaria in menopausa: come curarla?

La secchezza vaginale colpisce il 50% delle donne in post menopausa, solo il 4% di loro è consapevole che la causa sia la carenza estrogenica e che sono disponibili trattamenti. Ci si ritrova a provare diverse creme e gel vaginali alla ricerca di una soluzione a fastidi intimi come prurito, bruciore e dolore ai rapporti, ricavandone poco beneficio. Molte donne si arrendono a questa condizione e a volte sono costrette a sospendere i rapporti sessuali con ripercussioni sia psicologiche sia sulla relazione con il partner. Cure definitive non ce ne sono perché la menopausa non è una condizione transitoria e fa parte del ciclo di vita della donna ma si può stare meglio e si può avere una vita sessuale appagata.

Andiamo a comprendete meglio cos’è la sindrome genitourinaria e come si può curare.

E’ una sindrome caratterizzata in primis dalla secchezza vaginale legata all’atrofia per la carenza di estrogeni, ma anche da dolore durante i rapporti sessuali, prurito, bruciore, irritazione e sintomi legati al basso tratto urinario come disuria e tenesmo vescicale (difficoltà e dolore alla minzione), urgenza minzionale ( difficoltà a trattenere lo stimolo urinario) oltre ad infezioni urinarie e vaginali ricorrenti ( cistiti post coitali, vaginiti), calo del desiderio sessuale.

In menopausa si assiste ad un assottigliamento dei tessuti a livello vaginale, uretrale e vescicale, strutture che perdono di funzionalità e struttura andando incontro ai sintomi sopra descritti. Con l’avanzare dell’età il collagene scarseggia e diventa più scadente e i tessuti perdono elastina.

Tutta questa condizione influenza la qualità della vita della donna sotto tutti i punti di vista, fisico psicologico e sociale. In particolare, nelle pazienti oncologiche o con menopausa precoce questi sintomi possono essere più intensi e impattare ulteriormente sulla loro condizione.

 E’ di fondamentale importanza in questi casi una valutazione complessiva della donna per trovare la strategia terapeutica più adatta a lei.

Le opzioni terapeutiche sono molteplici e si basano sull’utilizzo di estrogeni somministrati localmente o per via orale, probiotici vaginali ed intestinali, integratori alimentari attivi per il benessere delle vie urinarie, anche i lubrificanti vaginali possono avere un’azione emolliente e lenitiva.

L’approccio riabilitativo può migliorare la vita sociale e sessuale della paziente andando a migliorare l’elasticità dei tessuti e per recuperare una corretta funzionalità della muscolatura pelvica.

Negli ultimi anni , un’ulteriore svolta nella cura dell’atrofia vulvo-vaginale è stata l’introduzione di tecniche come il laser vaginale e la radiofrequenza, che stimolano la produzione di nuovo collagene che rafforza il tessuto connettivo, importante nel sostegno degli organi pelvici, l’elettroporazione che consiste nel veicolare localmente principi attivi come acido ialuronico. Altra novità sono trattamenti combinati con ossigeno ad alta concentrazione e acido ialuronico, che ridonano idratazione e turgore ai tessuti.

Tutti questi trattamenti integrati in modo adeguato ottengono ottimi risultati e possono ristabilire il benessere della donna in menopausa; circa l’80% delle donne migliora la propria condizione dopo i trattamenti.

E’ importante sensibilizzare le donne su questa tematica facendo capire che si può curare e che si può evitare la cronicizzazione.

 

 

 

Autore dell’articolo:
Dottoressa Antonella Cavalieri

Dottoressa Antonella Cavalieri

Ostetrica Libero Professionista

 

Specializzata in Educazione, Rieducazione e Riabilitazione del Pavimento Pelvico da più di 15 anni nell’ambito urologico, ostetrico e ginecologico, colonproctologico.
Docente e Formatrice in materia di Riabilitazione del pavimento pelvico presso le Università degli Studi di L’Aquila e Sassari
Coordinatrice Nazionale del Gruppo Scientifico T.O.P.P. all’interno dell’Associazione Scientifica Italiana di Uroginecologia e del Pavimento Pelvico -AIUG
Membro dell’Associazione Scientifica Internazionale MIPS – Mediterranean Incontinence and Pelvic Floor Physiotherapy and Rehabilitation Committee
Consulente ostetrica legale-forense

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