Il Blog di Progetto donna

Notizie e novità sulla Tua salute dai
Professionisti della salute di Progetto Donna

Torna al sito Progetto Donna

Il Blog di Progetto donna

Notizie e novità sulla Tua salute dai
Professionisti della salute di Progetto Donna

Torna al sito Progetto Donna

Prove allergiche bambini: cosa sapere

Le prove allergiche per bambini permettono di individuare intolleranze alimentari, ipersensibilità a componenti volatili presenti nell’atmosfera o a materiali che possono causare delle reazioni cutanee di tipo allergico e costituiscono di fatto una delle misure preventive più importanti per assicurare la salute in età pediatrica, e per evitare l’insorgenza di complicanze mediche che, talvolta, potrebbero risultare anche particolarmente pericolose per la salute dei bambini.

Gli esami allergologici sono degli strumenti diagnostici molto importanti, che permettono di individuare l’eventuale presenza di allergie o intolleranze. Si tratta di test medici di grande affidabilità, molto semplici da eseguire e che non richiedono particolari norme di comportamento per preservarne l’attendibilità. Possono essere eseguiti su individui di ogni età, e non è affatto raro che questo tipo di test venga eseguito sui bambini. Le allergie possono manifestarsi in qualsiasi età, e sono piuttosto comuni già a partire dai primi anni di vita, per questo le prove allergiche per bambini possono rivelarsi molto utili.

Prove allergiche bambini: a cosa servono?

Le allergie possono manifestarsi con una chiara sintomatologia a qualsiasi età e sono diversi i casi di eventi di natura allergica che vengono registrati ogni anno in bambini ai primi anni di vita. Tra queste le più comuni sono sicuramente le intolleranze alimentari e l’asma scatenata da un’intolleranza alle sostanze volatili presenti nell’atmosfera, quali ad esempio il polline, ma non mancano casi di dermatiti allergiche da contatto o di intolleranza a farmaci o antibiotici. Nel caso si dovessero osservare dei sintomi potenzialmente correlati a un qualche tipo di allergia la prova allergica diventa uno strumento fondamentale per una corretta interpretazione del quadro clinico.

Le prove allergiche, quindi, servono in primo luogo per sciogliere ogni dubbio sulla natura della sintomatologia manifestata. In genere, questi test vengono sempre preceduti da una visita specialistica condotta da un allergologo pediatrico, fondamentale per definire un iter diagnostico che possa portare a individuare la sostanza responsabile della crisi allergica. Soltanto individuando gli allergeni sarà possibile evitare in futuro nuove manifestazioni allergiche e i sintomi a essa correlati.

Molto spesso individuare la sostanza responsabile non è per niente facile, in quanto nel corso della vita si entra in contatto con moltissimi composti diversi che possono risultare degli allergeni e può risultare davvero molto difficile discernere tra tutte queste sostanze e trovare quella responsabile della sintomatologia. La guida principale in casi come questo è rappresentata proprio dai sintomi, ma un apporto fondamentale è da informazioni riguardanti gli alimenti ingeriti dal bambino negli ultimi giorni, così come sulla prima manifestazione dei sintomi e sulla loro frequenza. In questo senso un consiglio molto utile potrebbe essere quello di scrivere un diario alimentare, dove si andranno ad annotare tutti gli alimenti ingeriti dal bambino prendendo nota di volta in volta di qualsiasi tipo di sintomo o di reazione che dovesse eventualmente manifestarsi. In questo modo sarà possibile notare eventuali reazioni ricorrenti all’ingestione di un determinato alimento, permettendo subito di individuare un potenziale sospettato.

Esami allergologici: tipologie principali e modalità di esecuzione

In linea molto generale, le prove per diagnosticare le allergie si possono distinguere in due macro-categorie:

  • Esami del sangue o esami ematochimici. Tra i più importanti ci sono: il RAST test e le IgE totali,  utilizzati per determinare il quantitativo di anticorpi IgE specifici presenti in un campione di sangue, ossia di specifiche immunoglobuline che possono essere la causa scatenante di una manifestazione allergica. Gli esami ematochimici consentono di stabilire l’eventuale presenza di intolleranze a sostanze attive presenti negli alimenti o ad allergeni provenienti da alcuni animali domestici e di misurare il grado di sensibilità a queste componenti.
  • Test cutanei. Si basa su un tipo di test che mira a causare una leggera reazione allergica attraverso la somministrazione superficiale di alcune sostanze. Tra questi, lo skin prick test è uno dei più importanti, oltre ad essere uno tra i più eseguiti in assoluto. Nel corso di questo esame il medico specializzato applica una piccola goccia dell’allergene sulla cute, e viene praticare una piccolissima incisione. In caso di positività sarà possibile notare un leggero rigonfiamento sul punto di somministrazione. Per la lettura del test sono richiesti circa 15 minuti. Un altro test cutaneo è il patch test, un esame cutaneo a lettura ritardata. È utile per diagnosticare le dermatiti da contatto, e si eseguono tramite dei particolari cerotti suddivisi in piccole porzioni. Ogni porzione contiene una sostanza particolare che, a contatto con la pelle, può andare a determinare una reazione di natura allergica. Il cerotto va applicato sulla schiena del paziente, mentre per la lettura dei risultati sono necessari almeno 48 ore.

Come preparare i bambini agli esami allergologici

I test per diagnosticare intolleranze e allergie non richiedono, in genere, di dover osservare dei comportamenti preventivi particolari. Non è necessario osservare alcun tipo di digiuno nelle ore che precedono il test, ma è importante soltanto assicurarsi che il bambino non stia seguendo un ciclo terapico a base di antistaminici, o che non stia assumendo cortisone per via orale per più di una settimana, in quanto queste sostanze contengono dei principi attivi che possono alterare il risultato del test, compromettendone l’affidabilità. In questi casi per assicurare la buona riuscita dell’esame è bene interrompere la terapia per almeno una settimana, e soltanto dopo effettuare il test per determinare le allergie. Non sussistono problemi in caso si stia assumendo dei farmaci in spay o tramite aerosol, anche se questi dovessero essere dei cortisonici.

Quando è effettuare delle prove allergiche bambini?

I test allergenici sono del tutto sicuri e privi di qualsiasi tipo di controindicazione, e sono dei test la cui affidabilità non è legata alla stagionalità in alcun modo e pertanto possono essere eseguiti per tutto il corso dell’anno con la certezza di poter contare dello stesso grado di affidabilità. L’unico dato al quale è bene fare attenzione è l’eventuale assunzione di farmaci a base di cortisone o di antistaminici, che contengono principi attivi che possono falsare il risultato del test. In genere, prima di effettuare un test allergenico è ben sospendere eventuali terapie per almeno 7 giorni prima l’esecuzione dell’esame.

Per quanto riguarda l’età più indicata per effettuare le prove allergiche bambini, i risultati più affidabili si ottengono a partire dal quarto anno di età, ma ciò non vuol dire che si debba aspettare necessariamente prima di effettuare una prova allergica. Molti esami sviluppati per diagnosticare le intolleranze alimentari possono garantire un alto grado di affidabilità già nel corso dei primi mesi di vita, e possono essere eseguiti pertanto senza alcun limite di età. A partire dai due anni, invece, è già possibile eseguire un prick test o un RAST test potendo godere di un buon grado di affidabilità del test. Per una corretta interpretazione dell’esame, naturalmente, è sempre necessaria la presenza di un dottore specializzato, ed è quindi assolutamente sconsigliato affidarsi a test e ad esami fai da te.

Vuoi effettuare delle prove allergiche al tuo bambino? Contatta il poliambulatorio Progetto Donna e prenota il tuo appuntamento. Chiamaci al 049.7387426 o scrivici info@progettodonnapadova.it