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Incontinenza fecale: cause e cure

L’incontinenza fecale è un disturbo causato da una disfunzione del controllo dello sfintere anale che provoca perdita involontaria di feci e gas intestinali.

Sebbene meno frequente rispetto a quella urinaria, l’incontinenza fecale ha un impatto sul benessere e sulla qualità della vita che può essere altrettanto invalidante, se non di più. Fortunatamente, esistono molte soluzioni, ma prima è necessario parlarne con un medico e chiedere un consulto.

Cos’è l’incontinenza fecale?

L’incontinenza fecale è caratterizzata dalla fuoriuscita involontaria di feci dall’intestino: si va dallo spotting occasionale, accompagnato dalla perdita di gas intestinale, alla completa perdita del controllo.

In Italia, 2 persone su 10 riferiscono di sporcarsi occasionalmente. La totale incapacità del controllo, invece, è molto meno comune.  L’1% dei pazienti che ne soffre ha meno di  65 anni. Sotto questa soglia di età, è più frequente nelle donne, perché, a causa di problemi durante il parto, possono accusare una lassità maggiore dei muscoli addominali e pelvici. Sopra i 65 anni, invece, si osserva in eguale misura sia negli uomini che nelle donne.

Incontinenza fecale: le cause

Le cause dell’incontinenza fecale possono essere diverse. Vediamone alcune.

Stipsi

Può sembrare paradossale ma, in realtà, la stitichezza cronica può portare all’incontinenza fecale. Feci dure e secche o troppo grandi per essere espulse possono indebolire le pareti del retto e danneggiare i nervi che controllano la defecazione. Potrebbero esserci anche perdite di feci molli e più acquose, che bypassano quelle bloccate.

Diarrea

È molto più difficile controllare le feci molli rispetto a quelle dure, quindi l’incontinenza fecale è più comune nei pazienti che hanno spesso la diarrea. La presenza di infezioni contribuisce a peggiorare i sintomi.

Muscoli danneggiati

I danni agli sfinteri, esterni o interni, sono la causa più comune di incontinenza fecale. Come per l’incontinenza urinaria, durante il parto possono verificarsi problemi, soprattutto se il medico usa una pinza o esegue un’episiotomia: i sintomi possono comparire anni dopo. Anche il deterioramento dei muscoli del pavimento pelvico o dello sfintere anale, causato dall’invecchiamento, possono portare all’incontinenza fecale.

Danno ai nervi

Si presenta anche se i nervi responsabili della sensazione rettale o del controllo dello sfintere anale sono danneggiati. I danni possono verificarsi durante il parto così come a seguito di un ictus o di una lesione del midollo spinale. Sono più frequenti nelle persone affette da diabete, sclerosi multipla e altre patologie che aggrediscono i nervi.

Ridotta elasticità

Le malattie infiammatorie intestinali, compreso il morbo di Crohn, possono irritare il rivestimento della parete intestinale, riducendo la capacità di evacuare le feci. Anche la chirurgia o la radioterapia (per il trattamento del cancro del retto) possono danneggiare il retto.

Altri disturbi

Il prolasso rettale (ovvero il cedimento del retto, che sporge dall’ano) e il rettocele (sporgenza del retto dalla vagina) sono talvolta la causa dell’incontinenza fecale. Le emorroidi, che impediscono allo sfintere anale di contrarsi correttamente, a volte causano lo scarico incontrollato.

Incontinenza fecale: i trattamenti

L’incontinenza fecale si può curare. I trattamenti possono aiutare a riprendere il controllo dell’intestino o, almeno, a ridurne al minimo i sintomi. Il tipo di trattamento è legato alla causa del disturbo. A volte, è sufficiente apportare modifiche alla dieta, altre volte si rende necessario fare degli esercizi specifici o cambiare le proprie abitudini di vita quotidiane. Se questi trattamenti falliscono, può essere preso in considerazione un intervento chirurgico.

Cambiamenti dietetici

I cambiamenti nella dieta mirano a migliorare la consistenza delle feci per prevenire episodi di incontinenza fecale. Se si soffre di stitichezza, per esempio, è importante bere molti liquidi e mangiare cibi ricchi di fibre, che aiutano a ingrossare le feci, ed evitano il ripetersi di episodi di diarrea.

In caso di stitichezza, è necessario:

  • bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno;
  • mangiare cibi ricchi di fibre (frutta, verdura, cereali integrali, etc);
  • fare pasti leggeri ;
  • essere il più attivi possibile.

Se si ha frequentemente la diarrea, invece, è raccomandabile:

  • evitare cibi piccanti e grassi, carni marinate e affumicate, latticini, caffeina, alcol e dolcificanti artificiali;
  • mangiare cibi ricchi di fibre.

Farmaci

I farmaci possono essere utilizzati per migliorare la consistenza delle feci o rallentare il passaggio del cibo attraverso l’intestino. In questo modo, l’acqua viene completamente assorbita dal colon (per prevenire la diarrea) e si avrà abbastanza tempo per andare in bagno quando si sentirà il bisogno di defecare. I prodotti raccomandati più spesso sono farmaci da banco. In particolare:

  • Integratori di fibre. Ne esistono molte tipologie: alcuni sono masticabili, mentre altri sono in polvere e devono essere miscelati con acqua o cibo.
  • Antidiarroici. Questi farmaci rallentano il passaggio di cibo e rifiuti attraverso l’intestino, aiutando a porre rimedio alla diarrea. Non provocano alcuna interazione con altri farmaci.
  • Lassativi e ammorbidenti delle feci. Se si soffre di stitichezza, l’uso temporaneo di un lassativo delicato può fornire sollievo. Tuttavia, l’utilizzo di lassativi, se prolungato nel tempo,  può peggiorare l’incontinenza intestinale. Gli ammorbidenti prevengono la formazione di feci dure e secche, facilitandone il passaggio.

Riabilitazione intestinale

La rieducazione intestinale mira a restituire forza ai muscoli o allo sfintere anale e a definire i comportamenti attraverso i quali riprendere il controllo. L’obiettivo del programma è insegnare come regolare le visite alla toilette, per prevedere quando sono necessari movimenti intestinali e ridurre, così, il verificarsi di episodi di incontinenza fecale. L’esercizio a contrarre lo sfintere anale per rafforzare i muscoli e prevenire perdite è sempre un’opzione utile. Come nel caso dell’incontinenza urinaria, il biofeedback permette di sapere se si stanno eseguendo  correttamente i movimenti.

Chirurgia

La chirurgia si rende necessaria quando l’incontinenza fecale è originata da un prolasso o da un danno allo sfintere anale:

  • la sfinteroplastica consiste nel rimuovere l’area danneggiata dello sfintere. Se necessario, il tessuto muscolare può essere prelevato dalla coscia e avvolto attorno allo sfintere per rafforzarlo. Se il danno è più grave, viene impiantato uno sfintere artificiale (essenzialmente un anello gonfiabile), che si sgonfia grazie a una pompa inserita sotto la pelle dello scroto (negli uomini) o delle grandi labbra (nelle donne) per simulare il movimento intestinale.
  • la chirurgia del prolasso rettale e del rettocele è utile per ripristinare la posizione del retto. Durante l’intervento, il chirurgo può anche riparare i muscoli danneggiati, che hanno causato il danno.
  • l’emorroidectomia ha come obiettivo la rimozione delle emorroidi, che possono impedire la corretta chiusura dello sfintere anale. L’asportazione può essere eseguita con il  bisturi, con il laser o con l’elettrocauterizzazione (ovvero una pratica mininvasiva usata anche in medicina estetica per asportare inestetismi convogliando energia elettrica).
  • la colostomia è un intervento più radicale, riservato a persone che soffrono di grave incontinenza fecale. Viene eseguita quando i trattamenti più leggeri hanno fallito: il retto viene chiuso e l’intestino crasso viene deviato verso un’altra apertura nella parete addominale, alla quale è attaccato un apposito sacchetto per raccogliere le feci.

Modulazione del nervo sacrale (MNS)

I nervi sacrali controllano la sensazione e la forza dei muscoli anali e della vescica: la procedura di modulazione del nervo sacrale è utilizzata, in genere, nel trattamento dell’incontinenza urinaria, ma può essere appropriata anche per l’incontinenza fecale.

Consiste nell’impiantare un piccolo dispositivo nella parte bassa della schiena, vicino ai nervi sacrali, che svolgono un ruolo cruciale nello svuotamento sia della vescica sia dell’intestino. Stimolando i nervi con una corrente elettrica, l’MNS può ripristinare le vie neurosensoriali responsabili del corretto funzionamento dell’ano. Il dispositivo può essere rimosso in qualsiasi momento. Sfortunatamente, pochissime strutture sanitarie dispongono delle attrezzature necessarie per eseguire questa procedura.

Incontinenza fecale: la diagnosi

Per diagnosticare l’incontinenza fecale, il medico utilizza sostanzialmente un sistema di punteggio, che consiste in un conteggio degli episodi di perdita in un periodo di 2 o 3 settimane. Esistono diversi test: il più comune è il punteggio della scala di Wexner. Si basa sull’analisi di 5 criteri per determinare la gravità della patologia:

  • frequenza delle fughe di gas;
  • numero di episodi di perdita di liquidi;
  • frequenza delle perdite solide;
  • utilizzo di pannoloni;
  • impatto sulla vita quotidiana.

Ogni elemento viene valutato con un punteggio da 0 a 5 per un calcolo totale di 20. Maggiore è il problema di incontinenza, maggiore è il punteggio. Quando il punteggio supera 14, l’incontinenza fecale è giudicata grave.

Nella maggior parte dei casi, gli accertamenti ulteriori consistono in un esame clinico dell’ano, un’ecografia endo-anale e una manometria anorettale (inserimento di una sonda).

Incontinenza fecale: fissare un appuntamento con il medico

Ancora oggi l’incontinenza fecale è un argomento tabù, eppure colpisce gravemente migliaia di persone, ogni anno. Trovare il coraggio di affrontare il problema è il primo passo verso la sua soluzione. Consultare un medico sin dal primo episodio è fondamentale, qualunque sia l’età. Il poliambulatorio Progetto Donna può darti il supporto di cui hai bisogno.

La diagnosi iniziale può essere stilata da un medico generico, che ti indirizzerà a uno specialista in proctologia, nel caso si rendano necessari ulteriori accertamenti.

Gli esami sono assolutamente indolore ed eseguiti solo da specialisti. Aspettare non è mai una buona opzione e potrebbe determinare l’insorgere di complicazioni o il peggioramento della situazione. Essere curati è un diritto e consente di riappropriarsi della normalità.

Se soffri di incontinenza fecale contatta il poliambulatorio Progetto Donna e affidati ai nostri specialisti.